COSA VISITARE

Pieve ad Lamulas

Santa Maria a Lamula sorse come cella, ossia come filiale, dell’Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata agli inizi del IX secolo, in una zona particolarmente ricca di risorse, quali la vicinanza del fiume Ente, la presenza di boschi di castagno e di terreni argillosi coltivabili. Nel Medioevo l’edificio religioso si trovava vicino al villaggio di Lamule (da qui deriva l’appellativo a Lamula) e del quale non rimane alcun resto visibile. Il villaggio di Lamule era detto anche di Lama (stagno o palude in latino medievale) in quanto sorgeva su una zona resa acquitrinosa dal ristagno dell’acqua piovana. La prima attestazione documentaria di Santa Maria risale all’853 e si trova in una pergamena in cui l’imperatore Lotario II conferma la sua proprietà all’Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata.

Chiesa di San Niccolò

La chiesa venne edificata attorno alla metà del XII secolo a navata unica, collegata alla cappella laterale destra.Nel corso del Seicento, l’edificio religioso fu completamente ristrutturato e, durante i lavori di ampliamento, venne incorporato il vicino Oratorio di Santa Croce (fino ad allora edificio a se’ stante) che divenne, così, la navata laterale sinistra: contemporaneamente, anche l’orginaria cappella laterale destra fu trasformata nella corrispondente navata laterale.
Nello stesso periodo, furono anche arricchite le decorazioni al suo interno, con l’aggiunta di due altari e di un’acquasantiera.
Un’ulteriore intervento di restauro è avvenuto poco prima della metà del secolo scorso.

Il Castello

Il castello iniziò ad essere costruito probabilmente intorno all’anno 860, dalla famiglia Aldobrandeschi su preesistenti costruzioni di epoca longobarda; passò successivamente nella Contea di Santa Fiora a seguito della spartizione dei beni tra i due rami della famiglia. Recenti studi archeologici hanno stabilito che, quando intorno al 1100 gli Aldobrandeschi decisero di costruire la torre maestra, la rocca possedeva di già un palazzo in pietra di due piani fatto edificare molto probabilmente dal MercheseUgo di Toscana tra il 970 e il 995. Quello di Arcidosso è il più antico palazzo extraurbano di governo statale in Italia e uno dei più antichi d’Europa, qui risiedevano i Visconti del Monte Amiata nominati da Ugo. Gli Aldobrandeschi trasformarono e ampliarono Il Castello sopraelevando di due piani il palazzo costruendo le sue torri e le due cinte murarie merlate, anch’esse provviste di torri. Gli ultimi interventi medievali furono eseguiti dalla Repubblica di Siena dopo il 1332.

Centro Studi David Lazzaretti

Il centro studi è stato istituito dal Comune di Arcidosso nel 1981, dopo il successo delle iniziative organizzate nel 1978 in occasione del centenario della morte di Davide Lazzaretti. La sezione espositiva del centro studi era allestita originariamente in un salone al secondo piano del palazzo comunale, ed è stata poi trasferita nel 2008 all’interno della rocca aldobrandesca di Arcidosso. Il nuovo allestimento è stato inaugurato il 18 agosto 2008 in occasione del 130° anniversario della morte del Lazzaretti. L’esposizione è stata curata dall’architetto Nello Nanni, con direzione e coordinamento di Carlo Goretti, responsabile del centro studi e allestimento a cura dell’architetto Gabriele Franza. Le immagine e i materiali provengono da tre importanti fondi acquisiti dal Comune: il fondo Massimiliano Romei, il fondo don Filippo Imperiuzzi e il fondo Leone Graziani; alcuni documenti e immagini sono stati messi a disposizione dall’archivio della Fratellanza Giurisdavidica, archivio dei seguaci situato nella frazione di Zancona.

Parco Faunistico Amiata

Il Parco Faunistico del Monte Amiata è inserito all’interno della Riserva Naturale del Monte Labbro.
Occupa circa 200 ettari di superficie ed è una struttura dedicata allo studio, alla protezione e alla salvaguardia di alcune specie animali che vivono semilibere all’interno di grandi aree.
È ormai un punto di riferimento per approfondimenti sull’ambiente e ospita anche numerosi eventi culturali, che spaziano dalla botanica all’arte contemporanea.
Tra gli animali presenti nel parco si sottolineano il lupo appenninico, che può essere avvistato dalle altane dislocate lungo i percorsi di visita, il sorcino crociato, il capovaccaio, il cinghiale e gli ungulati come il daino, il camoscio, il muflone e il capriolo. Inoltre sono presenti animali di minori dimensioni, che vivono nel sottobosco, come la volpe, il tasso e l’istrice. Il parco si articola in una serie di percorsi e sentieri-natura creati per scopi didattici ed educativi, e mette a disposizione delle guide ambientali per accompagnare il visitatore.

Cascata d’Acqua d’Alto

La Cascata d’Acqua d’Alto si trova nella nei pressi del borgo dei Bagnoli. In epoca antica sgorgava da più di 10 metri d’altezza ed era spesso meta di turisti ed abitanti del luogo. In seguito ad analisi specifiche fu considerata potabile e quindi incanalata dall’Acquedotto del Fiora. Nel 2007, però, grazie ad un progetto specifico per la sua valorizzazione, viene periodicamente riaperta, soprattutto nel periodo estivo, dove con un’area attrezzata, si possono passare pomeriggi immersi nella natura incontaminata.

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