IL TERRITORIO

Arcidosso

E‘ citato per la prima volta nell’860 d.c. Il toponimo è forse riconducibile al latino “Arx et Dossum”, una Rocca sul Dosso. Sorge sulle pendici occidentali del Monte Amiata, montagna di origine vulcanica, contornata da boschi di castagno, dove la ricchezza di storia, cultura, arte e tradizioni si fonde con la bellezza naturale. Il territorio si estende per 93,39 kmq, confina con altri cinque comuni e comprende numerosi piccoli borghi, il cui etimo è spesso significativo di insediamenti molto antichi.

Tra le frazioni di più consistente tessuto urbanistico spiccano Montelaterone,Stribugliano, Salaiola, Bagnoli,  San Lorenzo, Fornaci,Macchie, Zancona.

Il capoluogo, costituito da una parte antica e una moderna, collocato sui contrafforti montuosi della valle fra l’Amiata e Monte Labbro, è contraddistinto dalla caratteristica forma conica con al vertice la massiccia Rocca Aldobrandesca intorno alla quale si è sviluppato il borgo medievale.

Quando gli Aldobrandeschi vi fecero costruire la torre maestra, intorno al 1100, la Rocca possedeva già un bel palazzo in pietra, di due piani. Un fatto assolutamente eccezionale. Lo studio archeologico delle murature ha stabilito che il palazzo fu fatto probabilmente edificare dal Marchese Ugo di Toscana, tra il 970 e il 995. Quello di Arcidosso è il più antico palazzo extraurbano di governo “statale” in Italia e uno dei più antichi d’Europa. Qui probabilmente abitavano i visconti del Monte Amiata nominati da Ugo. La storia successiva ruota intorno alle vicende della famiglia Aldobrandeschi che trasformarono e ampliarono la fortificazione. Nel corso del trecento i senesi cercarono più volte di espugnare il luogo, riuscendovi nel 1331 grazie ad un lungo assedio portato avanti da Guidoriccio da Fogliano;da allora Arcidosso e la sua Rocca,entrarono a far parte della Repubblica di Siena che vi stabilì uno dei suoi undici Vicariati. A questo periodo risalgono gli ultimi interventi in funzione militare sulla fortezza. Nel cinquecento,durante la Guerra di Siena, fu, insieme con Montalcino, uno degli ultimi baluardi fedeli alla Repubblica. Con l’annessione alla Stato Mediceo, ad Arcidosso venne instaurato un Vicariato e nel 1588 un Capitanato di Giustizia con autorità sul settore nord-occidentale della Montagna. Gli Aldobrandeschi trasformarono e ampliarono la Rocca sopraelevando il palazzo maestro e aggiungendo torri e cinte murarie merlate. Gli ultimi interventi medievali furono eseguiti dalla Repubblica di Siena.

Nel corso del Trecento i Senesi cercarono più volte di espugnare il luogo, riuscendovi nel 1331 grazie al lungo assedio portato avanti da Guidoriccio da Fogliano; da allora Arcidosso e la sua rocca entrarono a far parte della Repubblica di Siena .Nel cinquecento la fortezza di Arcidosso rimase fedele alla Repubblica fino alla fine. La funzione amministrativa mantenuta fino ad epoca recente come capoluogo di Mandamento ha favorito un notevole sviluppo culturale.

Da visitare numerosi edifici civili e religiosi, come le Chiese di San Leonardo, Sant’Andrea e San Niccolò, il Santuario della Madonna Incoronata con l’adiacente Fontana Medicea, la romanica Pieve ad Lamulas,il Convento dei Cappuccini, la citata Rocca Aldobrandesca e l’antistante Teatro degli Unanimi, la fontana neogotica in ghisa realizzata nel 1833 nelle fonderie granducali di Follonica. La vocazione turistico-culturale ha portato alla creazione di strutture ad ampia fruizione sociale, come i punti museali sul Parco Faunistico dell’Amiata e su David Lazzaretti negli edifici del Castello. Importantissima la presenza dell’ Associazione culturale Dzog-Chen, per la salvaguardia della millenaria cultura tibetana,ospitata nell’area del Monte Labbro, nella Comunità di Merigar.

La ricettività è garantita da numerosi alberghi e strutture agrituristiche nel territorio, il soggiorno consente di assaporare piatti tipici della tradizione a base di castagne e la degustazione di vino e olio di qualità.

Bagnoli

Il primo insediamento sorse in prossimità della Pieve di Santa Mustiola, della quale si hanno notizie scritte a partire dal 1205. L’importante edificio di culto,dotato di fonte battesimale,era il luogo in cui veniva celebrata anticamente la festa del 5 di agosto in onore alla Madonna delle Nevi. Bagnoli ebbe una notevole espansione a partire dal 1600, intorno al nucleo originario nacquero altri borghi: Grappolini, Capannelle,Le Piane, Canali. Il paesaggio è contraddistinto da boschi di castagni e dalla bellezza naturalistica della Cascata d’Acqua d’Alto, meta di turisti e residenti. Di sicuro interesse architettonico, è la Cappella padronale della “Natività” o della “Madonna del Presepe”, chiesetta settecentesca con altare di oltre tre metri in peperino. 

Montelaterone

Antico Borgo medievale, sviluppatosi su un costone di arenaria tra le valli dell’Ente e della Zancona, è documentato come castello fin dal 1004. Deve la sua importanza alla vicina Pieve di Santa Maria ad Lamulas, con la quale era strettamente collegato. Possesso dell’Abbazia di San Salvatore fu poi conteso fra gli Aldobrandeschi e la Repubblica di Siena, della quale seguì le sorti. Il Borgo si snoda tra vicoli stretti e ripidi, che attraversano le dueporte ancora rimaste (Porta Senese e Porta di Mezzo) e conducono alla cima dove torreggiano i ruderi della Rocca o Cassero Senese dal quale il panorama spazia su vigneti, oliveti e prati fino ad un orizzonte lontano. Alla base, prima di giungere nella Piazza centrale, si incontra la Cappella delle Schiacciaie con preziosi affreschi quattrocenteschi e, successivamente, la Chiesa della Misericordia con affreschi dei Nasini. Da via Petri si giunge alla Chiesa di San Clemente del XIII sec., con rifacimenti architettonici posteriori; all’interno, pregevoli opere di varie attribuzioni. Poco distante, immersa in un secolare castagneto, appare la suggestiva Pieve di Santa Maria ad Lamulas, luogo di straordinaria spiritualità, di cui si ha testimonianza fin dall’853 come “cella” dell’Abbazia di San Salvatore;con il tempo divenne il più importante centro amministrativo e spirituale del lato occidentale del Monte Amiata. Dal Giubileo del 2000 è assurta alla dignità di “Chiesa Giubilare”. L’interno, classico esempio di struttura romanica, a tre navate, porta i segni di una ricostruzione effettuata nel 1268. Di grande interesse sono i capitelli delle colonne del presbiterio, con motivi zoomorfi ed antropomorfi del mondo romanico. Nell’abside centrale troneggia una stupenda statua lignea di scuola senese del primo quattrocento

Salaiola

Piccola Sala, di derivazione longobarda, luogo di ritrovo importante. Frazione distante dal capoluogo, sulle pendici del Monte Aquilaia. Nei pressi della frazione sorge l’antica fattoria di Roveta, uno dei primi insediamenti abitativi (Casal Roveta) che dettero poi origine al paese di Arcidosso. Salaiola ospita da qualche anno due manifestazioni importanti: la “Festa della Poesia”, nel mese di giugno, un concorso letterario al quale partecipano poeti e scrittori da tutta Italia e la “Festa della Luna” a luglio, momento suggestivo in occasione del plenilunio

La Foresta del Monte Aquilaia,di grande interesse naturalistico,fa parte del patrimonio Agricolo Forestale della Regione Toscana.

San Lorenzo

Importante crocevia fra i castagneti i cui abitanti erano dediti all’agricoltura e in particolare alla cura del castagno. Del suo passato antico rimane solo la Pieve romanica dedicata a San Lorenzo. All’interno un affresco secentesco raffigurante “La Madonna del latte e San Lorenzo”. Oggi centro di villeggiatura e centro residenziale fra i più suggestivi, a confine con Castel del Piano. Nelle vicinanze sorge il Convento dei Cappuccini (1593), costruito per volere di Ferdinando I dei Medici per acquietare gli animi delle comunità locali. All’interno sono raccolte tele di Francesco Vanni (Incoronazione della Vergine), di Giuseppe Nicola Nasini (San Felice da Cantalice). Accanto al convento è visibile la maestosa cappella funeraria in trachite di Merope Becchini costruita nel 1902 su disegno di Lorenzo Porciatti, con all’interno una pregevole pala d’altare di Galileo Chini raffigurante l’Assunzione della giovinetta. Poco discosta dal Convento si trova la “Palazzina”, elegante villa secentesca della famiglia Giovannini edificata su progetto dell’architetto locale Pietro Amati . Altro motivo di suggestione nei dintorni di San Lorenzo, sul poggio di Montoto ,è la cosiddetta “ara preistorica”,in realtà antico forno fusorio medievale. Sulla strada per Castel del Piano, cattura l’attenzione ,la misteriosa “Grotta di Mago Merlino”, così definita nell’immaginario collettivo da tante generazioni. Una caverna scavata nella roccia alla base della collinetta, anfratto celebrato anche dal poeta locale Giovan Domenico Pèri, che ne rafforzò il mistero. 

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